E’ tardi, sono appena rientrata da Artelibro a Bologna.
A dispetto di quanto rimarcato con un certa spocchia e un antipatico birignao da un certo professore di UniTo, che ha definito Taschen “improponibile”, proprio mentre io stavo acquistando l’ennesimo Taschen sulla storia della fotografia, ritengo che l’arte debba essere disponibile, fruibile, a disposizione, bistrattabile ma soprattutto poco costosa. Una puttana generosa, insomma.
Con buona pace di tutti quegli editori meravigliosi, che pubblicano cataloghi e libri meravigliosi, ma irraggiungibili per lo più per chi vive di stipendio come me.






4 commenti
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27 settembre 2008 a 11:27 pm
pani
una puttana generosa…mi piace questa definizione di arte.
28 settembre 2008 a 9:32 am
sancla
Lasciamolo pure dire, che io tra una bolletta e le pesa da fare, preferisco leggere.
28 settembre 2008 a 7:19 pm
Niki
Pure io generalmente
26 ottobre 2008 a 11:16 pm
keyr
come non condividere…