Partendo dall’amore romantico, attraverso quello passionale, per arrivare all’erotismo.
Ho già detto di quanto, secondo me, sia difficile scriverne in letteratura. Forse perché è tanto difficile definirlo. Stamattina me lo sono proprio chiesta: ma alla fine, di cosa stiamo parlando?
Volendo si può trovare materiale in abbondanza a proposito, in rete e non, ma anche qui è veramente arduo assegnare delle definizioni. Il detto-non-detto, d’accordo, ma poi nemmeno. L’erotismo può essere anche esplicito, senza cadere nel pornografico. E questo solo per rimanere nel campo della scrittura. Diventa ancora più complessa la questione se si parla di immagine.
E di persone.
Ce ne sono alcune con una immensa carica erotica. Non hanno bisogno di dire o fare nulla di particolare, ma la si percepisce questa specie di energia elettrica che emanano. Non so se siano gli occhi o il modo di muoversi, non so dirlo. E’ così e basta e spesso nemmeno loro stesse ne sono coscienti.
E infatti, l’erotismo è quel profumo sottile che si diffonde dove meno te lo aspetti. Per esempio in queste righe di Italo Calvino; è uno dei brani più erotici che abbia mai letto ed è tratto da Se una notte d’inverno un viaggiatore. Decisamente non un romanzo erotico, e, tra l’altro, nemmeno uno di quelli che amo:
“Sono due teste di serpente che Irina afferra con ambe le mani, e che reagiscono alla sua stretta esasperando la propria attitudine alla penetrazione rettilinea, mentre lei pretendeva al contrario che il massimo di forza contenuta corrispondesse a una duttilità di rettile che si pieghi a raggiungerla in contorcimenti impossibili”.
(Italo Calvino – Se una notte d’inverno un viaggiatore -Oscar Mondadori)









2 comments
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23 Ottobre 2008 a 12:04 pm
sancla
Credo che l’erotismo possa trovarsi nei luoghi e nei momenti più impensabili anche nella “semplice” descrizione di un bacio, come questa:
Tocco la tua bocca, con un dito tocco l’orlo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sul viso, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo viso, e che per un caso che non cerco di comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.
Mi guardi, da vicino mi guardi, ogni volta più da vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e i nostri occhi si ingrandiscono, si avvicinano, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano tiepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nei suoi recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, di accarezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, e se soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo del respiro, questa istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, ed io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.
Julio Cortazar – Rayuela
26 Ottobre 2008 a 6:22 pm
Elle
Mai provato a leggere Anais Nin in lingua originale?
Benchè sia conosciuta maggiormente per la sua raccolta di racconti erotici “Il delta di Venere”, trovo che il meglio di sè si possa trovare nei suoi diari.
Qui voglio riportare un pezzo tratto da Henry and June, opera letteraria espressa sotto forma di diario, scritto tra il 1931 e il 1932.
Leggerlo in lingua permette di assaporare la scelta di ogni singola parola, di ogni suono, entrando così ancor più nel mondo di puro istinto di questa scrittrice che adoro.
We recall the beginning: we began with the mind…
With his experience he dominates me. He dominates with his mind too and I am silenced. He whispers to me what my body must do. I obey, and new instincts rise in me. He has sized me. A man so human, and I, suddenly brazenly natural. I am amazed…
He registers all I say. We are both registering, each with different sensors. The life of writers is another life.
“Your eyes seem to be expecting miracles”.
You are molding me like a sculptor. The faun is to be made a woman.
“Come close to me, come closer. I promise you it will be beautiful”
Do not seek the because, in love there is no because, no reason, no explanation, no solutions.