E’ tardi, sono appena rientrata da Artelibro a Bologna.

A dispetto di quanto rimarcato con un certa spocchia e un antipatico birignao da un certo professore di UniTo, che ha definito Taschen “improponibile”, proprio mentre io stavo acquistando l’ennesimo Taschen sulla storia della fotografia, ritengo che l’arte debba essere disponibile, fruibile, a disposizione, bistrattabile ma soprattutto poco costosa. Una puttana generosa, insomma.

Con buona pace di tutti quegli editori meravigliosi, che pubblicano cataloghi e libri meravigliosi, ma irraggiungibili per lo più per chi vive di stipendio come me.

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