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Ci sono dei giorni in cui mi manchi più del solito.

Perché è domenica, perché c’è il sole, perché sarebbe bellissimo averti qui e camminare insieme fino in fondo al molo.

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Pare che vada questa cosa ora. Potevo sottrarmi? Sia mai!

E allora, su invito di simple, eccomi qua.

Il 25 ottobre di diciotto anni fa sono diventata mamma.

Di quel giorno ricordo tutto perfettamente: era giovedì, c’era la nebbia e faceva caldo, proprio come quest’anno. Ricordo  le persone, e tutto l’affetto che mi hanno dato in quei momenti difficili e importanti per me.

Ricordo gli occhi del mio bimbo appena nato, come ci siamo guardati e immediatamente piaciuti, creando un legame indissolubile e perfetto.

Mi piace ricordare Paolo, un amico che proprio a quest’ora venne a trovarmi in ospedale e che disse, appena mi vide, due parole per le quali gli sarò grata per sempre: sei bellissima. Non era vero, naturalmente. Ero solo una ragazzina di ventitré anni arruffata ed esausta, con un neonato di sei ore tra le braccia, ma fu come se mi avesse fatto il regalo più bello del mondo.

Oggi mio figlio ha diciotto anni, è un uomo e io non potrei essere più orgogliosa di lui, della strada percorsa fin qua e di come siamo cresciuti insieme. Tanti auguri tesoro.

Conversazione sentita ieri a proposito de Il Pianista di Roman Polanski:  “Bello il film. Ma hai letto il libro? Sì, quello di Baricco. E’ molto meglio”.

Letta in rete: “Fai zapping da mezz’ora e non trovi nulla. Vai in libreria e ci sono solo biografie di vip
Vai in galleria e c’è l’ultima mostra di una trentenne tettona e rifatta
Vai su Internet e ci sono solo sederini d’oro e varie…
Qual è la cura?”

Cercare meglio.

Partendo dall’amore romantico, attraverso quello passionale, per arrivare all’erotismo.

Ho già detto di quanto, secondo me, sia difficile scriverne in letteratura. Forse perché è tanto difficile definirlo. Stamattina me lo sono proprio chiesta: ma alla fine, di cosa stiamo parlando?

Volendo si può trovare materiale in abbondanza a proposito, in rete e non, ma anche qui è veramente arduo assegnare delle definizioni. Il detto-non-detto, d’accordo, ma poi nemmeno. L’erotismo può essere anche esplicito, senza cadere nel pornografico. E questo solo per rimanere nel campo della scrittura. Diventa ancora più complessa la questione se si parla di immagine.

E di persone.
Ce ne sono alcune con una immensa carica erotica. Non hanno bisogno di dire o fare nulla di particolare, ma  la si percepisce questa specie di energia elettrica che emanano. Non so se siano gli occhi o il modo di muoversi, non so dirlo. E’ così e basta e spesso nemmeno loro stesse ne sono coscienti.

E infatti, l’erotismo è quel profumo sottile che si diffonde dove meno te lo aspetti. Per esempio in queste righe di Italo Calvino; è uno dei brani più erotici che abbia mai letto ed è tratto da Se una notte d’inverno un viaggiatore. Decisamente non un romanzo erotico, e, tra l’altro,  nemmeno uno di quelli che amo:

“Sono due teste di serpente che Irina afferra con ambe le mani, e che reagiscono alla sua stretta esasperando la propria attitudine alla penetrazione rettilinea, mentre lei pretendeva al contrario che il massimo di forza contenuta corrispondesse a una duttilità di rettile che si pieghi a raggiungerla in contorcimenti impossibili”.

(Italo Calvino – Se una notte d’inverno un viaggiatore -Oscar Mondadori)