You are currently browsing the monthly archive for dicembre 2008.

A un post così ho pensato per gran parte della notte appena trascorsa.
E’ il bello (e il brutto) dei miei attacchi d’insonnia, quello di avere non solo il tempo di pensare, ma di poterlo fare con mente particolarmente lucida.

Non faccio bilanci, né voglio fare una lista di buoni propositi per l’anno che verrà. Non l’ho fatto mai e non è mia intenzione cominciare ora.
Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno partecipato alla mia vita nel 2008, però.

Tutti quelli che hanno riso con me, che mi hanno spronata e incoraggiata, che mi hanno resa migliore solo per il fatto di essere entrati nella mia vita, di persona e con le loro parole (e i loro Ormoni); che mi hanno mandato sms quotidiani per ricordarmi sempre che tipo di persona sono, che mi hanno coccolato al telefono e online per interminabili ore notturne, che hanno asciugato le mie lacrime di rabbia e frustrazione, che mi hanno accolto nella loro casa, che  mi hanno accompagnato, ascoltato e aiutato, abbattendo i muri che tiro su, perché io sono così, non mi lascio avvicinare facilmente.

Grazie al mio Angelo di Giove, agli amici lontani su a Nord che ci sono sempre e che mi fanno sentire a casa nella mia seconda casa; grazie a chi mi fa sentire la donna più bella del mondo con una parola, nonostante io sia così incidentalmente capricornina.

E alla fine: grazie all’uomo che amo, ché mi sta insegnando una nuova dolcezza, nella speranza che l’anno prossimo un post così possiamo scriverlo insieme, condividendo lo stesso letto; al mio splendido figlio, tanto saggio da non avere nemmeno idea di quanto stia imparando da lui; alla mia famiglia, per essere com’è.

Annunci

C’è chi ha detto che nessun uomo è un’isola.

E’ sempre stato vero questo: lo era “prima”, lo è ancora di più ora, nell’era della rete.

Il giorno di Natale mi è stato detto che ho una piccola famiglia virtuale e che non sarei stata veramente sola.  Non è una piccola famiglia, in realtà. E’ affollata di amici e di amici di amici, di vicini, di ospiti fissi e occasionali.

Così quando uno della famiglia si allontana per il viaggio più lungo, anche se lo si conosce solo di vista, o solo di nome, è come se un pezzetto di famiglia si perdesse.

Rimangono i suoi segni però: orme, parole, nodi di relazioni che non saranno dimenticati.

“Nessun uomo è un’isola, nessun uomo sta solo. Ogni uomo è una gioia per me, il dolore di ogni uomo è il mio dolore”.

(John Donne)

La felicità non è un qualcosa che dura nel tempo. La raggiungi in certi momenti, frazioni di secondo.
Stasera sono sola: mio figlio passerà le feste con suo padre, l’uomo che amo è lontano e mi sta salendo la febbre.

Ma ho acceso le candele, tra un attimo comincerò a cucinare nella mia piccola casa silenziosa e ho scartato un cioccolatino. In questo preciso istante posso dire di essere felice.

Se potessi farlo in questo preciso istante, vorrei passare il giorno di Natale a letto con il mio uomo, tra sesso, gelato, cioccolata e maratone di film horror e catastrofici e lasciare tutti i regali, le buone azioni, gli auguri e la solidarietà agli altri 364 giorni dell’anno.

Stamattina qualcuno ha fatto scivolare un biglietto sotto la porta della stanza dove lavoro.
C’erano scritte solo due parole: bella donna.

Praticamente un sms anonimo ante litteram.