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Innamorarsi è il meno.

Non ci vuole niente: un mucchio di foglie secche, una scintilla, un soffio di vento. Un secondo.

E poi

Baci sediziosi, baci furtivi dove rubi anche l’aria tra una bocca e l’altra.

E ancora

Bufera fuori, luce dentro. La prima che scompare nell’ombra, pur sbattendo alle pareti come una risacca. Dentro un dipinto d’oro, con la bufera che disegna campo nero intorno. Per lo splendore del dipinto e dell’oro.

E continuo a cadere.

Quando decido di interrompere ogni tipo di rapporto/relazione/contatto con qualcuno, ci sono sempre ragioni più che fondate e ottimi motivi.
Non si  tratta mai di un malinteso, un’arrabbiatura o un attacco repentino e momentaneo di pazzia. Purtroppo, non posso fare a meno di conservare una certa lucidità quando si tratta di certe questioni.

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“È una buona cosa, non credi, che ci sia ancora spazio per crescere alla nostra età”.

“È una grande cosa, una cosa meravigliosa”

Non è tra le stagioni che preferisco. Sono più per le stagioni di mezzo, se non fosse che amo certi toni di luce e certi profumi.

Per me l’estate odora di basilico.

L’estate è nel sugo di pomodoro rosso, nei miei ricordi di bambina a casa dei nonni, con le dalie, le zinnie e le bocche di leone intorno all’orto e sotto i pergolati d’uva bianca.