You are currently browsing the category archive for the ‘Una specie di diario’ category.

Ho un blog bruttino. Non scrivo post poetici e ispirati, non sono arguta, né particolarmente ironica. Non ho centinaia di ingressi al giorno.
È un dato di fatto: compongo articoli bellissimi solo nella mia testa. Non lo dico perché voglio sentirmi rispondere che no, non è vero, conosco i miei limiti e li accetto. D’altro canto non ho alcuna velleità, già mi sembra strano quando mi chiamano blogger. Ancora più strano che a qualcuno piaccia leggermi.

Perché continuo col mio blog bruttino? Ci sono affezionata, come ci si affeziona a un cucciolo stortignaccolo e spelacchiato. Posso scriverci tutto quello che voglio e non scriverci quello che non voglio. Non ho obblighi, posso essere mediocre e qualunquista senza sentirmi colpevole. Non ci perdo e non ci guadagno.

Me ne posso pure dimenticare, ma non lo chiudo.

Annunci

Il contenuto è protetto da password. Per visualizzarlo inserisci di seguito la password:

“Io non penso tu abbia fatto nulla di diverso che fa ogni persona innamorata: credere a chi amiamo. Anche quando ci riempie di stronzate, lo facciamo tutti. Tutti noi abbiamo nell’amore il cuore scoperto: solo quando te lo calpestano, puoi ritirarti e non farti far male un’altra volta. Per questo ti dico che non devi sentirti stupida né azzerare l’autostima perché è un comportamento umano. Hai creduto a una persona che amavi: chi è che non lo fa. Ora, davanti all’evidenza hai delle possibilità: preservare te stessa, decidere che puoi passarci sopra, decidere tutto quello che vuoi. Quello che mi viene da dirti è salva te stessa, contro tutti, contro tutto”.

La stagione delle ferie è iniziata e molti cominciano a parlare di partenze e vacanze.

Non sono mai stata per le spiaggie con sabbia bianca e finissima, le palme e natura incontaminata (tanto per citare gli stereotipi da agenzia viaggi). Sono più per le vacanze urbane: capitali europee, viaggi metropolitani, strade, asfalto, gente, cose così. O per i paesi del nord: non sento molta affinità con le atmosfere tropicali, troppo sudore, sensualità sfacciata, nudità esposte.

Quest’anno però avrei voglia di sapore di vaniglia, suoni di risacca e maree, passeggiate notturne sulla battigia, musiche lontane e sale.

Un’isola della Grecia, dove ci siano solo bianchi, azzurri, gialli e verdi a pardita d’occhio.

È stato un lungo inverno.

È facile essere di buon umore, che ci vuole?

Basta risvegliarcisi, dopo settimane e settimane di tristezza diffusa e cuore pesante.

Basta pensare che non sono “una persona arida ed egoista”, che posso fare tutto quello che voglio, che sono così e non sono poi tanto male, che ho gli occhi verdi che cambiano colore quando c’è il sole.

Che ci sarò quando vorremo sentirci.

Gli ultimi pensieri che ho scritto

Le mie foto su Flickr

Annunci