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Innamorarsi è il meno.

Non ci vuole niente: un mucchio di foglie secche, una scintilla, un soffio di vento. Un secondo.

E poi

Baci sediziosi, baci furtivi dove rubi anche l’aria tra una bocca e l’altra.

E ancora

Bufera fuori, luce dentro. La prima che scompare nell’ombra, pur sbattendo alle pareti come una risacca. Dentro un dipinto d’oro, con la bufera che disegna campo nero intorno. Per lo splendore del dipinto e dell’oro.

E continuo a cadere.

“Sto cercando di riallinearmi alla mia quotidianità e non è semplice. Mi sono sempre domandata: è più difficile per chi va o chi resta?”

Non sto reagendo bene. Oddio, non è che stia per morire, ma certo sarebbe stato meglio se lui fosse rimasto. E’ difficile svegliarsi in un letto vuoto, me ne dimentico sempre troppo in fretta.

“Non lo so, ho sempre troppe domande e sempre poche risposte. E’ che tutto cambia quando non sei qui”.

Dovrei esserci abituata ormai. In teoria. La pratica è altra cosa: campassi cent’anni non mi abituerei mai, sarebbe sempre una sofferenza questa distanza.

In un sms arrivato c’era scritto: “non si è soli se c’è affetto nell’aria”.

“Io sono sempre con te”.

Partendo dall’amore romantico, attraverso quello passionale, per arrivare all’erotismo.

Ho già detto di quanto, secondo me, sia difficile scriverne in letteratura. Forse perché è tanto difficile definirlo. Stamattina me lo sono proprio chiesta: ma alla fine, di cosa stiamo parlando?

Volendo si può trovare materiale in abbondanza a proposito, in rete e non, ma anche qui è veramente arduo assegnare delle definizioni. Il detto-non-detto, d’accordo, ma poi nemmeno. L’erotismo può essere anche esplicito, senza cadere nel pornografico. E questo solo per rimanere nel campo della scrittura. Diventa ancora più complessa la questione se si parla di immagine.

E di persone.
Ce ne sono alcune con una immensa carica erotica. Non hanno bisogno di dire o fare nulla di particolare, ma  la si percepisce questa specie di energia elettrica che emanano. Non so se siano gli occhi o il modo di muoversi, non so dirlo. E’ così e basta e spesso nemmeno loro stesse ne sono coscienti.

E infatti, l’erotismo è quel profumo sottile che si diffonde dove meno te lo aspetti. Per esempio in queste righe di Italo Calvino; è uno dei brani più erotici che abbia mai letto ed è tratto da Se una notte d’inverno un viaggiatore. Decisamente non un romanzo erotico, e, tra l’altro,  nemmeno uno di quelli che amo:

“Sono due teste di serpente che Irina afferra con ambe le mani, e che reagiscono alla sua stretta esasperando la propria attitudine alla penetrazione rettilinea, mentre lei pretendeva al contrario che il massimo di forza contenuta corrispondesse a una duttilità di rettile che si pieghi a raggiungerla in contorcimenti impossibili”.

(Italo Calvino – Se una notte d’inverno un viaggiatore -Oscar Mondadori)

Va bene, parliamone (non sarebbe la prima volta, non sarà l’ultima).

Vago per la rete e leggo questo e mi chiedo: ma perché? Perché c’è questa strana tendenza a pensare all’amore romantico in termini di sofferenza, frustrazione, desideri disattesi? Anche in altri contesti mi è capitato di sentirmi dire: se non fa soffrire non è vero amore!

No e poi no. L’amore è (anche) romantico pure nell’appagamento pieno e nella serenità delle cose che filano via lisce. Anzi, lo è ancora di più.

Sarò forse troppo pragmatica, ma la sofferenza non mi piace e non la trovo per niente edificante.

Vorrà dire che non sono romantica?

Insomma, quest’altro diario l’ho aperto un po’ anche per questo. Questa mattina vorrei prendermi qualche minuto per ringraziare pubblicamente il mio compagno. Non so semmeno se e quando leggerà, non sempre lo informo in tempo reale delle mie esternazioni e non sempre mi segue in tutte le mie manifestazioni di rete.

Comunque, vorrei dirgli grazie per essersi fatto un migliaio di chilometri per passare una notte con me, meno di ventiquatt’ore insieme, ma tutte bellissime e preziose. Lo ringrazio perché è una persona buona e generosa e la generosità d’animo è merce rara. E io non ho ancora imparato a darla per scontata, nemmeno in amore.